Spaccasassi, Tenuta Parco Dei Monaci, 2013

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Di Antonio Indovino

Moro di Matera DOC, Spaccasassi, Tenuta Parco Dei Monaci, 2013

Spaccasassi 2013 Tenuta Parco Dei Monaci

Parco dei Monaci è un antichissimo tenimento sull’altopiano marino e calcareo della Murgia, che si sviluppa nell’area circostante ad una Grancia fortificata dell’ XI secolo d.C. Qui i Monaci Benedettini, che diedero il nome al possedimento, diffusero la coltivazione del Primitivo. In seguito gli Angioini, nel XV secolo, importarono usi e costumi francesi: tra cui anche la coltivazione del Cabernet Sauvignon e del Merlot. La scelta dell’area a ridosso della Gravina di Matera non fu certamente un caso, poichè i loro emissari scelsero i luoghi più vocati dove poter produrre il vino del Re di Napoli.

Nel 2007, con le stesse varietà storicamente allevate, Rosa Padula insieme al marito Matteo Trabacca hanno ridato vita ad una tradizione di famiglia, la viticoltura, quella che ad inizio del secolo scorso eroicamente veniva perpetrata da nonno Francesco: conduttore di un vigneto a piede franco, che affinava i suoi vini nelle grotte dei Sassi di Matera.
Tanta attenzione è stata rivolta all’impatto ambientale ed all’ecosostenibilità, tant’è vero che in Azienda si produce energia rinnovabile per il 90% del fabbisogno. La stessa cura insieme all’enologo Vincenzo Mercurio è riservata ai due vigneti, Vigna dei Monaci (3ha a monte della Tenuta, piantati a Primitivo) e Vigna del Parco ( 2ha circa a valle della Tenuta, piantati a Cabernet Sauvignon e Primitivo), ed alla vinificazione delle uve nella moderna e funzionale cantina.

Quest’oggi sono qui a parlarvi del loro vino più ambizioso, lo Spaccasassi (annata 2013), che deve il nome al Bagolaro: una varietà arborea che vegeta rigogliosamente nella Tenuta, grazie alla capacità di spaccare la roccia con le sue radici.
È ottenuto dal blend degli internazionali Cabernet Sauvignon (60%) e Merlot (20%) con l’autoctono Primitivo (20%), vinificati in acciaio e maturati in tonneau per 18 mesi, nonchè affinati in bottiglia per 12 mesi prima della commercializzazione.

Nel calice si mostra nella sua splendida e concentrata veste rubina che vira al granato nell’orlo.
Al naso regala non poche emozioni per quanto sia sfaccettato e netto nei profumi. Si va dalla prugna secca alle visciole sotto spitito, passando per le violette passite e la cannella, il tabacco e la radice di liquirizia: tutto su uno sfondo pepato e vegetale.
In bocca è pieno, caldo ed avvolgente, equilibrato da un’adeguata freschezza, da un’importante e rifinita trama tannica ed una stimolante pungenza tattile chè è figlia di un suolo ricco di microelementi, che ha marcato il vino in maniera tangibile sul piano gustativo.
Il sorso chiude da manuale, portando con sé tutta la sua ricchezza aromatica e chiamando al tavolo un piatto degno a giocare la partita, come dei tipici Cutturiddi della tradizione Lucana.

Prezzo in enoteca: 20-25€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: www.tenutaparcodeimonaci.it.


Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina
 

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