Pomorosso, Coppo, 1997

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Di Antonio Indovino

Barbera D’Asti DOCG, Pomorosso, Coppo, 1997

Ci sono giorni in cui un semplice riassaggio può rivelare un vino oltre le aspettative, per la sua bontà intrinseca e per i ricordi che suscita, di quando eri un giovanotto qualunque ma avevi la fortuna di lavorare con un grande appassionato……e di stappare annate e formati importanti.
Ci sono Aziende con la “A” maiuscola che dimostrano il loro valore ancor di più a distanza di anni, dandoti l’opportunità di riprovare quelle stesse bottiglie quando ormai te l’eri dimenticate in cantina, e di emozionarti ancor di più del primo sorso, di quand’eri un semplice curioso!
C’è un’Azienda che si chiama Coppo, che quest’anno ha spento ben 126 candeline, che sicuramente è tra quelle che mi ricordano i “primi passi”, e di cui torno a parlare con grande piacere dopo il racconto del loro Metodo Classico (leggi del Riserva Coppo Brut 2005).

Stavolta è toccata al Pomorosso, la Barbera più prestigiosa dell’Azienza, che nacque nell’84 e che ha contribuito in maniera sostanziale alla rinascita di questo vitigno. Un vino simbolo, prodotto solo nelle annate di grande valore qualitativo, e frutto di una vigna allevata su di un suolo marnoso e calcareo, ricco di conglomerati ferrosi: una vigna alla cui sommità cresceva vigoroso un albero di mele rosse da cui si prese spunto per il nome del vino.

Ho la fortuna di potervi raccontare una splendida bottiglia targata 1997, di un vino dalla vivida e fitta veste granata che incede lento e composto nel calice, lasciando intendere non poco della sua personalità!
Il primo impatto al naso è scuro, terroso, grafitico e di carruba secca, poi prende aria e si arricchisce di tratti balsamici, e poi ancora di mirtilli ed amarene sotto spirito, delineando infine una nota che ricorda la cassetta dei sigari.
Ha un grande impatto gustativo, poi con fare aristocratico si allarga ed avvolge il palato, regalando un sorso pieno e carezzevole, sorretto ancora da una buona spinta acida, da una trama tannica non più incisiva come un tempo, ma perfettamente rifinita ed integrata in maniera armoniosa, oltre che da una stimolante pungenza che dona quella marcia in più. Tra un sorso e l’altro, poi, scorre inavvertitamente il tempo: poichè si riflette tanto, a lungo, sulla carrellata di aromi che si ripetono in maniera precisa, anzi puntuale…..poichè te li aspettavi.

Un grande vino, per un grande calice, una grande pazienza nel saper attendere il suo racconto, per un grande volo pindarico in cui coinvolgere i propri sensi, atterrando giusto il tempo necessario per un boccone di un formaggio stagionato e poi……via, un altro volo, un altro ricordo!

Prezzo in enoteca: 23-30€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: www.coppo.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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Antonio Indovino sommelier nato a Vico Equense in provincia di Napoli è grande appassionato del mondo del vino, degli sport e di tutto ciò in cui c’è sana competizione.

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