Oi nì, Tenuta Scuotto, 2011

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Di Antonio Indovino

Campania Fiano IGP, Oi nì, Tenuta Scuotto, 2011

Ci troviamo a Lapio, in Contrada Campomarino, alle pendici del Monte Tuoro. E’ qui che nel 2009 Eduardo Scuotto, con l’aiuto del figlio Adolfo, decide di realizzare  un sogno risposto nel cassetto, ma mai accantonato: quello di dar vita ad un’azienda vitivinicola. La passione per il vino, unita allo spirito imprenditoriale ed alla voglia di eccellere nel proprio operato, sono stati sicuramente gli stimoli giusti per realizzare un progetto molto ambizioso. L’idea è stata fin da subito quella di affacciarsi sullo scenario enologico regionale con prodotti che differissero per identità nel calice, che non seguissero nessuna moda, emozionanti, unici e comunque fedeli ad un territorio, quello irpino e di Lapio nel particolare, dalla indiscutibile vocazione. Fondamentale è stata la scelta di un enologo dalla grande esperienza come Angelo Valentino, che da 30 anni calca il panorama vitivinicolo campano e grazie al quale è nato Oi nì (locuzione con cui in dialetto napoletano ci si rivolge ad un figlio), etichetta simbolo, quella che meglio rappresenta la diversità dai “competitor” sul mercato, e di cui vantare la paternità già dal nome in etichetta. E’ un Fiano in purezza da vendemmia tardiva che fermenta ad opera dei lieviti indigeni in botti alsaziane, dove resta per 12 mesi sulle fecce fini, cui segue un breve passaggio in acciaio ed ulteriori sei mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Un protocollo non convenzionale, che non rispetta i dettami del Disciplinare di Produzione della DOCG Fiano di Avellino, e che giustifica (a dispetto della provenienza delle uve) una denominazione diversa in etichetta.

Calice alla mano ci troviamo di fronte ad un vino denso, dalle vivaci tonalità dorate. Sul piano olfattivo regala grandi emozioni: frutta esotica, albicocca candita, vaniglia, erbe balsamiche, nocciole tostate e richiami di note affumicate. Il sorso è caldo ed avvolgente, sorretto da una buona freschezza, opulento ed equilibrato. Chiude con grande persistenza richiamando le note balsamiche e la frutta candita. Per goderne appieno servitelo intorno ai 12°C in un calice piuttosto ampio, magari ad accompagnare un piatto di “Fusilli alla Genovese di Baccalà”.

Prezzo in enoteca: 15-20€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: www.tenutascuotto.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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