Noir, Abbazia di Crapolla, 2014

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Di Antonio Indovino

Vino Rosso, Noir, Abbazia di Crapolla, 2014

Avendo già parlato in precedenza dell’Azienda (leggi del Sireo Bianco 2013), riporto dalla scheda precedente le informazioni di natura storica ed il contesto orografico.

La Società Agricola Crapolla nasce nel 2007 rilevando il fondo nel territorio dell’antico casale di Avigliano (ai giorni d’oggi è la frazione di San Salvatore) in Vico Equense e propriamente sul culmine della collina che sovrasta il Vallone di Satrulo e il convento di San Francesco. Qui si trova una piccola Abbazia Benedettina, un tempo divisione di quella situata nel Fiordo di Crapolla a Massa Lubrense, ed oggi sede della cantina e pronta ad accogliere gli aspiti in visita all’azienda. Antichi manoscritti testimoniano la produzione di grandi vini proprio qui in Penisola: il “Vinum Sorrentinum” oltre ad essere paragonato al “Vinum Falernum” era il vino bevuto dall’Imperatore Tiberio nella Villa Jovis a Capri. Vicissitudini risalenti al 1526 ci portano a conoscenza di litigi tra la nobile famiglia Carafa di Napoli e l’università di Vico Equense riguardo al prezzo di vendita dei vini di Crapolla, a testimoniare ulteriormente la qualità dei vini prodotti qui in zona. Nel 2008 i proprietari mossi in primis da una grande passione e dalla voglia di valorizzare un territorio ahimè bistrattato, nonchè affrancati dalle testimonianze storico-culturali, decidono di dar vita ad un nuovo vigneto di Falanghina e Fiano, conservano in parte le vecchie viti di Sabato e Merlot, ed impiantano Pinot Nero per vezzo personale.
Segue i lavori in vigna ed in cantina l’enologo ed agronomo
Arturo Erbaggio che, con competenza e caparbietà, sta conducendo e portando avanti una sfida colma di difficoltà: ogni vendemmia a Crapolla è sì la sintesi di un anno di duro lavoro in vigna, ma soprattutto una nuova lezione da cui imparare soprattutto dai capricci della varietà transalpina. 


Quest’oggi sono qui a parlarvi prorpio del vino ottenuto da Pinot Nero, il Noir, croce e delizia al tempo stesso.

Le viti sono allevate a guyot su suolo franco sabbioso, ricco di pomici e lapilli, con rese bassissime di circa 0,7-0,8 kg/ceppo.
La vinificazione avviene in acciaio, con una breve macerazione pellicolare, ed è seguita da un‘élevage in barrique di 8/9 mesi prima dell’imbottigliamento.

Nel calice il vino si presenta con una vivida e trasparente veste rubina tendente al granato. Al naso denota in prima battuta profumi legno di sandalo e pepe, successivamente si apre su note di amarene mature e petali di rosa appassiti, poi cioccolato al latte e cipria: il tutto su una nota di fondo vegetale e balsamica.
Il sorso è carezzevole al palato, sorretto da una piacevole freschezza, una discreta sapidità ed una sottilissima trama tannica.
Eleganza, un corpo di media struttura ed intensità ed una chiusura appagante e sufficientemente lunga (su note fruttate e legnose) completano il quadro di questo rosso inusuale
qui in costiera.


Ho avuto modo di apprezzare il Noir in un calice voluminoso e di media apertura, ad una temperatura di 13/14°C, dopo averlo stappato con una mezz’oretta di anticipo.

Potrebbe essere il compagno ideale di un piatto di Linguine con Lupini, Broccoli e Peperone Crusco.

Prezzo in enoteca: 20-25
Contatti: www.abbaziadicrapolla.it


Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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