Gelsonero, Villa Dora, 2005

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Di Antonio Indovino

Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC, Gelsonero, Villa Dora, 2005

Eccomi qui, ancora una volta, a parlare di un vino della famiglia Ambrosio, di un vino delle Cantine Villa Dora.
Non un’annata recente, anche stavolta, poichè se ne reperiscono facilmente in giro. Il motivo? La volontà di eccellere e la lungimiranza di “Don Vincenzo” hanno creato, da subito, i presupposti per la relizzazione di vini che sfidassero il tempo. Il passo successivo è stato l’archivio storico conservato con grande fiducia anno dopo anno: la prova tangibile di un progetto visionario in grado di capovolgere la concezione di “vino vesuviano” come prodotto “comune”.
Come detto poc’anzi ho avuto già modo di scrivere di Villa Dora e pertanto vi rimando al precedente articolo (leggi del Forgiato 2001) per le informazioni di natura storica ed il contesto orografico.  

Quest’oggi ho avuto la fortuna di apprezzare e trascrivere le mie personali impressioni riguardo al Gelsonero 2005.
È ottenuto, come da disciplinare, da Piedirosso per l’80% con saldo di Aglianico. Le uve vengono da una vigna piantata nel 1980, successivamente convertita dal classico sistema a “pergola vesuviana” alla spalliera, con potatura a Guyot, ed infittita sino a 5000 ceppi/ha.
La vinificazione delle 2 varietà d’uva avviene separatamente in acciaio poi, successivamente all’assemblaggio, il vino viene elevato in tonneaux di 2° e 3° passaggio 
(quelli del Forgiato) per 14 mesi circa. Al termine è previsto un affinamento minimo in 
bottiglia di 6 mesi prima della commercializzazione.

Calice alla mano si presenta con una vivida veste granata, dall’orlo aranciato ed una trama discretamente fitta.
Al naso sono emersi in pricipio profumi terrosi, di cioccolato ed amarene sotto spirito. In seguito a maggior respiro nel calice il quadro olfattivo si è arricchito di profumi di arance sanguinelle candite, di radice di liquirizia e di legna arsa.
Al sorso non sembra cedere il passo, anzi. L’ingresso è teso, avvolge e “riscalda” piacevolmente il palato. È agile nella beva, forte di una buona spalla acida, di tannini perfettamente maturi seppur nelle retrovie, e di grande sapidità. 
Termina la sua corsa indugiando sufficientemente a lungo soprattutto sui toni scuri.

Ho avuto modo di apprezzare appieno il Gelsonero ad una temperatura di 16°C, dopo averlo stappato con un paio d’ore di anticipo e servito in un calice piuttosto voluminoso. Personalmente lo abbinerei a delle salsicce al sugo.

Prezzo in enoteca: 1015€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: www.cantinevilladora.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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