Fiorano Rosso, Tenuta di Fiorano, 1994

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Di Antonio Indovino

Vino da Tavola, Fiorano Rosso, Tenuta di Fiorano, 1994 

Tenuta di Fiorano

Passeggiare tra queste vigne alle porte del comune di Roma, immersi nella natura, nei suoi colori, profumi e rumori, sembra quasi irreale e ti riporta indientro di 50 anni nel tempo. Se si chiudono gli occhi, si riesce ad immaginare il Principe Alberico in giro col suo cavallo, piuttosto che su un trattore, lì in Via di Fioranello, nella sua Tenuta di Fiorano, di cui ho già avuto modo di parlare precedentemente (leggi del Fioranello Rosso 2014).

In occasione della mia visita ho avuto la fortuna di poter provare una delle ultime vendemmie prodotte dal Principe, ed in particolar modo il suo rosso di punta: il Fiorano Rosso 1994! Dai racconti dei suoi conoscenti emerge una sua gelosia morbosa per quelle vigne e per i vini che ne produceva, al punto tale che la sua cantina era inviolabile, e che alla scoperta di esser gravemente malato, nel 1998, decise di spiantare tutte le vigne: purchè non andassero a finire in mano di altri!

Con in mano un calice del suo rosso da taglio bordolese, ed apprezzandone quindi qualità e tenuta nel tempo, non si può che annuire e dare un senso, forse, a cotanta possessività ed al legame paterno che indissolubilmente lo legava a quelle vigne e quel vino: fortemente voluto e prodotto con le varietà transalpine che lui tanto amava. Ottenuto da Cabernet Sauvignon e Merlot (65 e 35%), il suo vino maturava per 30 mesi in botti di rovere di Slavonia da 10hl, ed affinava almeno 2 anni in bottiglia prima della vendita.
 
Nel calice mette in mostra i suoi anni con grande disinvoltura, tinto di un rosso granato piuttosto trasparente, ma soprattutto vivido, luminoso. Al naso è molto evoluto, la fanno da padrona i profumi animali di pelliccia e cuoio, cui seguono echi pepati, balsamici, di cioccolato, di tabacco, di sottobosco e di legna arsa, di foglie e fiori secchi: il tutto su uno sfondo di amarene sotto spirito.
La moderata concentrazione cromatica trova riscontro nel sorso che è sì d’impatto, ma non gioca le sue carte sulla struttura. Agile e snello, è setoso, succoso, dotato di una buona freschezza, un tannino evoluto ma non per questo cedevole, anzi, ed una sapidità che rende il sorso stimolante, ed invita alla bevuta successiva, ancor prima che la lunga e coerente carrellata aromatica si sia dissolta nel palato.

Di certo non è una delle migliori espressioni, complice una non perfetta maturazione fenolica delle uve per l’andamento siccitoso dei mesi estivi, e la vendemmia anticipata. Ciò nonostante preferirei averne in cantina, per berlo adesso e non per conservarmelo. Sta di fatto che è difficile reperirne in commercio, e ne ho goduto finchè potevo: senza immaginarne il corretto abbinamento in tavola. Sfido chiunque, dinanzi a tale opportunità, dinanzi all’etichetta del primo taglio bordolese italiano (1956)!

Prezzo in enoteca: 50-55€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: www.tenutadifiorano.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina
 

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