Fiano di Avellino, Rocca del Principe, 2010

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Di Antonio Indovino
  
Fiano di Avellino DOCG, Rocca Del Principe, 2010


Ci troviamo in Contrada Arianiello a Lapio, un piccolo borgo sulle colline della verde Irpinia.
Un luogo dalla doppia anima dove si produce anche Taurasi, ma comunque il comune più vitato a Fiano di Avellino e considerato da sempre un Cru d’elezione.
L’Azienda Vitivinicola Rocca del Principe nasce qui nel 2004, per volontà di Ercole Zarrella, sua moglie Aurelia Fabrizio ed il fratello Antonio.

Figli di contadini e viticoltori da sempre, dopo lunghi anni trascorsi a conferire le uve a terzi, decidono di mettersi in gioco iniziando a vinificare ed imbottigliare le proprie uve: una scelta coraggiosa sulla scia di quanto fatto in precedenza da Clelia Romano, insieme alla quale, oggi, vengono riconosciuti come le 2 realtà più rappresentative di questo areale.
Ercole Zarrella, supportato in cantina da Carmine Valentino,  si prende cura di 10 ettari di vigne (impiantate tra il 1990 ed il 2011), 5 dei quali coltivati a fiano (la restante parte ad aglianico), collocate lungo le pendici del colle Arianiello, ad un altitudine compresa tra i 500 ed i 600m slm.
La diversa esposizione lungo i due versanti, ed il suolo dalla matrice sì argillosa, ma con riporti di natura vulcanica (in prevalenza limo, sabbie, arenarie e pomici) sempre più consistenti man mano che si sale lungo il versante nord-est nelle vigne più in alto, ci fanno intuire il grande lavoro nel diversificare sia la conduzione che le diverse epoche di vendemmia dei vari appezzamenti.
In ogni caso tutte le operazioni che avvengono in vigna sono orientate ad ottenere basse rese, alti livelli qualitativi e comunque rispetto dell’ambiente: raccolta svolta rigorosamente a mano, potature verdi e diradamento nelle annate più generose, unitamente a diserbamenti esclusivamente meccanici, concimazioni organiche ad anni alterni e lotta integrata per i trattamenti fitosanitari.

Di seguito vi riporto le mie personali impressioni sul Fiano di Avellino dell’Azienda Rocca del Principe. Ho avuto la fortuna di degustare una bottiglia del millesimo 2010, una delle ultime annate in cui è stata vinificata anche la vigna più in basso (500m slm), quella a Contrada Campore, dal suolo quasi completamente argilloso, ed esposta a sud-est: esclusa dall’assemblaggio a partire dall’annata 2013 e successivamente convertita ad Aglianico.
È un vino ottenuto dalla vinificazione in acciaio di uve Fiano in purezza, allevate a spalliera con potatura a Guyot singolo e doppio, con una densità d’impianto di 3000 ceppi/ha e rese intorno ai 60 q/ha.
Successivamente alla pigio-diraspatura il mosto fiore viene chiarificato  a freddo e fatto fermentare a temperatura controllata per circa 40 giorni.

Dopodiché, stabilizzato per impedirne la fermentazione malo-lattica, il vino ottenuto viene lasciato in acciaio sulle fecce fini per ulteriori 8 mesi, cui seguono un affinamento minimo in bottiglia di 4 mesi prima della commercializzazione.

Alla vista si presenta con una vivace e carica tonalità paglierina tendente al dorato, dal buon estratto per il suo incedere lento e composto nelle roteazioni del calice.
Al naso trovano spazio al contempo richiami di albicocca matura ed arancia amara, fiori di ginestra, anice, timo, iodio, nocciola tostata ed un accenno di idrocarburi. Al sorso è intenso, ricco ed avvolgente, ben sostenuto da una grande freschezza ed una piacevole e stimolante scia sapida, con una lunga chiusura di bocca che richiama con coerenza le tostature e le note vegetali.

Ho avuto modo di apprezzare questo Fiano di Avellino in un calice di media grandezza, intorno ai 10/12°C,  dopo averlo stappato con un’oretta di anticipo.
Personalmente lo abbinerei ad un “Risotto ai Cipollotti con Provola affumicata ed Arancia amara”.

Prezzo in enoteca: 10-15€ (per la ultime annate in commercio)
Contatti: www.roccadelprincipe.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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