CUR, Bambinuto, 2012

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Di Antonio Indovino

Vino Spumante di Qualità Extra Brut, CUR, Bambinuto, 2012

Ci troviamo a Santa Paolina, vicino Tufo, in uno degli areali in cui il Greco si esprime ai suoi massimi livelli qualitativi. Qui nel 2006, in un periodo difficile per il calo dei prezzi delle uve, è iniziata l’avventura da vinificatore di Raffaele Aufiero che, anzichè vendere le proprie uve, decise di dedicarsi alla produzione di vino sfuso.

Con l’aiuto della moglie Anna, ed il supporto dei figli Antonio Michela e Marilena, inizia così a curare tutta la lavorazione dei 4 ha di vigneti di Greco, dislocati a Picoli e Paoloni. I risultati incoraggianti, poi, hanno portato alla svolta nel 2009, ad un’etichetta propria: complice la determinazione della figlia Marilena, nota a tutti come “la tosta” per il suo carattere deciso, che ha messo da parte la sua laurea in giurisprudenza per dedicarsi all’Azienda familiare.

L’avventura, se mi si concede il termine, è inziata sotto il nome Bambinuto, che significa letteralmente “benvenuto” nel dialetto locale, ed inteso come un augurio per la nascita di un progetto ambizioso: tradurre l’amore per il Greco in tutte le spressioni enologiche, e nel modo più rispettoso possibile. Sin dall’inizio, col supporto dell’enologo vesuviano Antonio Pesce, la scelta è stata ben precisa: vinificare solo le uve di proprietà ed assecondare la maturazione del Greco in bottiglia, senza forzarne la prematura uscita sul mercato.

Nel 2010, poi, è stata impiantata ad Aglianico e Falanghina un’altra vigna a C.da Toppole (Montemiletto), ed in cantina è nato il primo metodo classico da Greco (il Cur). Un ulteriore passo avanti è avvenuto nel 2013, con l’arrivo in cantina di una pressa a “polmone chiuso” e di un’imbottigliatrice: a sostituire il torchio ed abbandonare la criomacerazione delle prime vinificazioni, e ridurre stress ossidativi in fase di tappatura. Piccoli e significativi step di un’Azienda che viene su poco alla volta.

Nel 2014, poi, un’ulteriore cambio di marcia: la conversione in BIO con l’agronomo Moschetti, e l’abbandono di protocolli prestabiliti e l’uso di lieviti selezionati in vigna con la consulenza enologica di Vincenzo Mercurio



Quest’oggi vi parlo proprio del Cur, il metodo classico da un’attenta selezione di filari e grappoli della vigna più in basso, a Paoloni, quella che analiticamente fornisce i requisiti necessari per la spumantizzazione. Perchè “Cur”? È un latinismo, la traduzione dell’avverbio “perchè”, inteso non come punto di domanda, ma bensì come affermazione: perchè a noi piace il Greco, perchè a noi piace sperimentare, perchè noi abbiamo deciso di produrlo in tutte le sue espressioni, perchè racchiude in un solo termine tutte le nostre scelte e riassume il nostro percorso. Questa è stata la risposta di Marilena alla mia domanda in merito al nome scelto per questa etichetta.
Si tratta di una vera e propria chicca di cui sono state prodotte solo 600 bottiglie nel 2012. Ottenuto dalla pressatura soffice di grappoli interi raccolti ai primi di Settembre, il vino base fermenta ad opera di lieviti selezionati in vigna e resta in acciaio sui lieviti fino a Giugno dell’anno successivo, poi, in seguito, avviene la presa di spuma in bottiglia che si protrae per ben 60 mesi.

Nel calice si tinge di un paglierino brillante dai riflessi oro, ed impreziosito da un perlage di grande fattura. Ammalia al naso per le note tostate di crosta di pane, minerali di zolfo e polvere pirica, iodate e salmastre, di incenso e pera candita. Il sorso è d’impatto, tagliente, fresco e sapido, con un a lunga ed appagante chiusura in cui si ripropone puntualmente l’intero quadro aromatico. La bollicina ideale per il grande brindisi di fine anno, da bere a 6°C con una immancabile frittura di pesce accompagnata magari da una maionese alle erbe, o meglio ancora con un Risotto ai crostacei. Per tutti quelli che, ed in questo caso giustamente, vorranno bere orgogliosamente una bollicina campana.

Prezzo in enoteca: 20-25€
Contatti:
www.cantinabambinuto.com   

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina
 

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