Clos de la Coulée de Serrant, Nicolas Joly, 2000

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Di Antonio Indovino

Savenniéres-Coulée de Serrant AOC, Clos de la Coulée de Serrat, Nicolas Joly, 2000

Il Clos de la Coulée de Serrant, nella Valle della Loira, è una AOC  di soli 7 ettari e di proprietà di un solo viticoltore: Nicolas Joly (vi invito a leggere un sunto del suo percorso di vita redatto dal vignaioloignorante Luca Empireo al seguente link).
La Coulèe de Serrant è il vino ottenuto dalla vinificazione in purezza di uve Chenin Blanc coltivate in questa minuscola AOC. Le vigne (che hanno un’età media tra i 35 e i 40 anni, con picchi anche di 80) sono state piantate nel 1130 dai monaci cistercensi e, da allora, sono state vendemmiate senza interruzioni.

Notevole è la densità di impianto, che va dai 4800 ai 6700 ceppi per ettaro, e, bassissima è la resa media che si aggira sui 25 ettolitri per ettaro (contro i 40 autorizzati nel disciplinare).
Il suolo è sottile, di natura vulcanica, con fondo scistoso e ricco di quarzo, molto drenante e dalle incredibili pendenze. La conduzione della vigna segue i dettami della biodinamica (di cui Joly è padre) a partire dal 1981. Gli additivi chimici ed ogni altro prodotto di sintesi sono completamente soppiantati da tisane a base di erbe. L’unica forma di concimazione concessa è quella organica (non sempre e non da tutti). Si assiste a una riduzione al minimo degli interventi da parte dell’uomo lasciando alla natura, con tutti i rischi che questo comporta, la totale libertà di svolgere il proprio corso. La vendemmia si prolunga per 3 e 4 settimane, dalla fine di settembre ai primi di ottobre, periodo durante il quale si passa anche più di 5 volte, raccogliendo soltanto i grappoli perfettamente maturi e possibilmente attaccati dalla botrytis.
Ogni successivo passaggio in cantina, una volta raccolte le uve, prevede unicamente l’uso di solforosa. Anche se non tutti i produttori biodinamici la usano (l’utilizzo può infatti essere evitato se in fase di vinificazione si ricorre a frequenti rimontaggi sulle fecce), Joly dice che serve a proteggere il vino durante i trasporti, e comunque, l’impiego è ridotto al minimo necessario: in 3 volte per 2 grammi l’una, l’ultima delle quali al momento dell’imbottigliamento.
La vinificazione avviene in botti da 500 litri, di cui solo il 5% nuove. L’uso del legno è inteso come impiego di un elemento naturale e vivo, una sorta di placenta nella quale prende vita un nuova creatura! Joly, infatti, ricorda che l’uva nasce in vigna ma, tutti, sanno che il vino non è il prodotto naturale dell’uva, piuttosto l’aceto. Dunque il vino è da considerarsi come prodotto di una trasformazione-creazione. In ogni caso, quasi mai si tratta di barrique nuove e per quanto riguarda la Coulèe de Serrant si tratta, comunque, di legni non tostati, impiegati per la fase di fermentazione e di affinamento.
La macerazione sulle bucce è brevissima, dura solo due ore: non c’è bisogno di tempo ulteriore perché, il lavoro in vigna, ha dato uve tali da ottenere uno scambio di sostanze tra buccia e polpa veloce ed immediato. La fermentazione avviene per 3 giorni in barrique. Nel vino non vengono mai lasciati zuccheri residui, almeno non volontariamente: gli zuccheri ammaliano il degustatore e questo non è lo scopo di Joly! Nessuna chaptalisation, nessun intervento in cantina, nessuna decantazione delle fecce, niente chiarifiche, niente lieviti selezionati, niente controlli di temperature, affinamento per 6/8 mesi in legno e poi bottiglia: Joly durante la fermentazione si limita a lasciare le porte della sua cantina aperte!
La produzione media si attesta intorno alle 20-25.000 bottiglie, un quantitativo irrisorio se si pensa ai tantissimi estimatori nel mondo di questo vino icona della sua tipologia.

Quest’oggi ho avuto la fortuna di degustare la Coulèe de Serrant targata 2000!

Nel calice si presenta con una vivace e luminosa veste dorata, molto composta nelle roteazioni del calice.
Al naso è un tripudio. Su una nota affumicata di fondo si colgono note di muschio ed erbe balsamiche in primis, poi via via di tabacco, zenzero, zafferano, miele, agrumi canditi e tè verde.
Il sorso è di grande impatto, opulento, grasso ed avvolgente, sostenuto da una buona freschezza ed una stimolante salinità, con una lunga chiusura di bocca che ricorda soprattutto il miele, le note erbacee e balsamiche.

Ho avuto modo di apprezzare la Coulèe de Serrant in un ampio calice intorno ai 14°C dopo averla stappata la mattina, ed averne apprezzato una maggiore espressività ed armonia addirittura il giorno successivo.
Personalmente è un vino su cui ho preferito meditare anzichè pensare ad un eventuale abbinamento: il protagonista assoluto è stato lui!!!

Prezzo in enoteca: 80-90€ (per le ultime annate in commercio)
Contatti: coulee-de-serrant.com

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina

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