Cantine del Mare: Falanghina 2003 e Piedirosso 2015

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
image_pdfScarica in PDF

Di Antonio Indovino

Campi Flegrei Falanghina e Piedirosso DOC, Cantine del Mare, 2003 e 2015

La “vigna anfiteatro” di Monte di Procida coperta dalla neve

Ci troviamo a Monte di Procida, a fianco al Lago Miseno, affacciati sul Golfo di Napoli: quasi a toccare con mano l’isola dell’arcipelago campano che dá il nome al promontorio. Qui nel 2003, una coppia di imprenditori, Gennaro Schiano e sua moglie Alessandra Carannante, hanno dato vita ad una nuova realtà vitivinicola, Cantine del Mare, nella parte più ad est del comprensorio. Dapprima hanno ristrutturato un antico cellaio in tufo, nel quale è stata ricavata una piccola cantina, opportunamente rivista per conservarne comunque il fascino, poi si è lavorato nella vigna adiacente al casolare, riqualificando quelle vecchie “pergole puteolane” che hanno dato vita, proprio nel 2003, alle primissime bottiglie di Falanghina e Piedirosso. I risultati incoraggianti, a dispetto dell’annata avversa sul piano climatico, sono stati uno sprono ulteriore per Gennaro e Sandra, che hanno deciso così di estendere ulteriormente il loro vigneto, rivalutando un vero e proprio anfiteatro naturale affacciato sull’isola di Procida, in cui viene storicamente allevata a piede franco la Falanghina. Successivamente si sono aggiunte altre vigne a Bacoli (Bellavista) ed a Pozzuoli, più precisamente a Cigliano, dove si trova l’altro vigneto storico, incastonato tra i boschi che contornano un vecchio cratere ormai spento. Dal 2004 c’è stata la supervisione di Maurizio De Simone, che ha poi ceduto il testimone a Davide Biagiotti, entrambi coadiuvati dallo stesso Gennaro, onnipresente nella trasformazione delle uve, e nella gestione diretta e meticolosa degli 8ha di vigne. Quest’oggi sono qui a parlarvi di due vini dell’Azienda, la Falanghina prodotta nella prima annata, la 2003, ed il Piedirosso 2015. Doveroso è il ringraziamento che faccio al mio amico Mimmo Sabatino, dell’enoteca Masseria delle Grazie, per avermi dato la possibilità di assaggiare entrambi i vini. 

Falanghina dei Campi Flegrei 2003

Nonostante l’andamento climatico non fosse stato dei più favorevoli, e nonostante Gennaro fosse alle sue prime esperienze, questa Falanghina è stata in grado di sfidare il tempo con grande disinvoltura. Le uve, frutto di vecchie vigne dislocate nell’areale flegreo, sono state trasformate una parte in acciaio, una parte in barrique usate, maturando per 6 mesi prima dell’imbottigliamento. A 14 anni dalla vendemmia ci troviamo di fronte ad un vino vivido e ricco nella sua dorata concentrazione cromatica. Al naso fa inarcare le sopracciglia per nitidezza ed articolazione dei profumi, che si susseguono con dinamismo man mano che il vino acquista respiro nel calice. Il primo impatto è di idrocarburi, note balsamiche e mentolate, cui seguono profumi di zenzero, miele e pesca sciroppata. Il sorso è snello, morbido ed avvolgente in prima istanza, riequilibrato da una sottile e vitale freschezza che cede il passo ad una mineralità puntuta, cui si intrecciano i lunghi richiami aromatici, soprattutto terziari. Un bianco che parla sottovoce, che sa raccontare tanto purchè lo si attenda con pazienza senza strapazzarlo troppo, e che trova il suo equilibrio in un ampio calice tra i 10 ed i 12°C. Non azzardo abbinamenti in questo caso ma, piuttosto, invito a riflettere sulla longevità dei vini flegrei!   
   

Piedirosso dei Campi Flegrei 2015

Il suo Piedirosso “d’entrata” viene vinificato in acciaio per il 70%, mentre la parte restante matura in botti grandi per 12 mesi. Tinto di un vivido color rubino non molto fitto, al naso colpisce per i toni affumicati, speziati e di sottobosco, impreziositi da profumi di amarene, di mirtilli e geranio. Il sorso è incentrato sulla piacevolezza di beva, sulla freschezza e sulla sapidità in particolar modo, ammorbidite dal tocco legnoso che ha ben rifinito la stuzzicante trama tannica e caratterizzato la chiusura di bocca con lievi rimandi speziati. Un rosso da apprezzare in un calice di media grandezza, tra i 14 ed i 15°C, con un Pollo alla Cacciatora.

Contatti: www.cantinedelmare.it

Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina
 

I contenuti presenti sul blog Il Narratore Enoico, dei quali è autore il proprietario del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti all’autore stesso.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © Il Narratore Enoico by Antonio Indovino. All rights reserved.
 

Lascia un commento